Le banche centrali hanno acquistato un saldo netto di 289 tonnellate d’oro nel secondo trimestre del 2026 — il secondo trimestre più elevato nella serie storica del World Gold Council e un aumento del 62 per cento rispetto alle 178 tonnellate dello stesso trimestre del 2025. Il dato sarebbe notevole in qualunque anno. Ciò che lo rende strutturalmente significativo è il momento: nel secondo trimestre del 2026 l’oro ha registrato il calo più marcato dal 2013, perdendo oltre venti per cento dal record di gennaio vicino ai 5.600 dollari.
La politica di riserva non è un’operazione di mercato
La divergenza è il punto centrale. Gli investitori retail e i detentori di ETF hanno venduto durante la correzione; i gestori delle riserve hanno acquistato più di quanto avessero fatto in qualsiasi trimestre comparabile registrato. Per una banca centrale l’oro non è una posizione tattica da temporizzare, ma un attivo di riserva strutturale: un prezzo più basso è un’occasione per accumulare a costo ridotto, non un segnale di uscita.
La Polonia ha guidato il trimestre con 51 tonnellate, portando il totale semestrale a 82 e proseguendo verso un obiettivo autodeterminato di 700 tonnellate. La People’s Bank of China ha aggiunto 33 tonnellate, il maggiore acquisto trimestrale dalla fine del 2023, all’interno di una serie di accumulo ormai misurata in mesi consecutivi anziché in trimestri. Anche Uzbekistan, Kazakistan, Giordania e Banca nazionale ceca hanno incrementato in misura rilevante. Sul lato delle vendite, la Russia ha ridotto le proprie riserve di 22 tonnellate e la Turchia, principale venditrice nel primo trimestre, ha rallentato le cessioni a quattro.
Cosa cambia una domanda insensibile al prezzo
Nel primo semestre gli acquisti del settore ufficiale hanno raggiunto 533 tonnellate. La domanda totale del secondo trimestre è stata di 1.269 tonnellate, sostanzialmente stabile su base annua, mentre la domanda del primo semestre, pari a 2.522 tonnellate, valeva un record di 380 miliardi di dollari in termini di valore — l’aritmetica di un prezzo medio molto più alto a fronte di un tonnellaggio ordinario.
Per un desk fisico la conseguenza riguarda meno la direzione che la profondità del mercato. Un acquirente che misura le posizioni in tonnellate e risponde a una politica di riserva non si ritira quando il prezzo scende. Questa domanda permanente spiega perché la correzione di gennaio, per quanto brusca, non ha rotto la struttura di fondo e perché ogni fase di debolezza successiva si è risolta al rialzo.
L’implicazione per l’approvvigionamento
La domanda del settore ufficiale alza anche l’asticella documentale. L’oro che entra in una riserva di banca centrale deve essere Good Delivery e, sempre più spesso, arrivare con un dossier di origine in grado di superare l’esame di terze parti. I London Principles del World Gold Council, che disciplinano i programmi di acquisto domestico delle banche centrali, richiedono che l’oro acquistato da produttori artigianali e di piccola scala sia raffinato presso raffinerie della Good Delivery List della LBMA e sia accompagnato da controlli su pratiche di lavoro e uso del mercurio.
È lo stesso standard che un book di trading conforme deve già rispettare. Man mano che i gestori delle riserve assorbono una quota crescente dell’offerta annuale, la distinzione tra metallo documentabile fino a un sito autorizzato e metallo che non lo è diventa una distinzione di prezzo, non soltanto di compliance.
Le cifre citate provengono dal rapporto Gold Demand Trends del World Gold Council per il secondo trimestre 2026, pubblicato il 30 luglio 2026. Questa nota commenta dati di mercato pubblicati e non costituisce consulenza in materia di investimenti.